LE 5 CITTA’ SATURNIE: VIAGGIO NELLA MISTERIOSA CIOCIARIA DEI ROMANI

La Ciociaria è una terra ricca di antichi borghi e natura, ma non solo. Ho vissuto per un breve periodo a Latina ed ho scoperto che in provincia di Frosinone esistono cinque città quasi magiche, la cui origine si perde nel mito. Si tratta delle cinque città saturnie:  Alatri, Anagni, Arpino, Atina e Ferentino (una volta chiamata Antino). Ancora oggi non è stato possibile definire con esattezza la data di fondazione di questi centri. La tradizione vuole che sia stato lo stesso dio Saturno ad erigerle durante l’età dell’oro (aurea aetas), mentre l’archeologia classica ipotizza che siano stati i popoli che abitavano queste terre prima dei romani, ovvero gli Ernici, i Volsci ed i Pelasgi. Quello che è certo è che in ognuna di queste città ritroviamo le stesse mura ciclopiche, costituite da enormi megaliti incastrati alla perfezione, senza l’ausilio di alcuna malta o cemento di sorta. Il mistero riguarda proprio queste mura. Oltre al fatto che non è chiaro come siano state costruite, la cosa più strana è che il perimetro di alcune di esse sembra ripercorrere quello disegnato nel cielo dalla costellazione dei gemelli. 

Mille storie in una, borghi silenziosi ed antichi come la notte dei tempi, tutto questo e molto altro è la Ciociaria, una terra autentica e magica. Siete pronti a partire con me?

ATINA

Ph. Arkytech

Il nostro viaggio nella Ciociaria più misteriosa inizia da Atina. Visitando la città ci si accorge subito che la parte antica è completamente arroccata su di un colle. Gli antichi abitanti di questa terra l’avevano resa talmente inespugnabile che lo stesso Virgilio, alla fine del I secolo, la chiama “Atina potens”, ricordando la forza e la tenacia con la quale la città aveva affrontato Roma prima di soccombere. La piazza dedicata a Saturno e la cattedrale che sorge sopra l’antico tempio testimoniano le origine mitiche della città. 

ARPINO

Da Atina risaliamo il basso Lazio fino ad Arpino, città natale del console Caio Mario e di Marco Tullio Cicerone. Fin dai tempi dei romani queste nascite illustri hanno costituito il vanto della città. Una scritta in latino sopra alla Porta Napoli recita più o meno così:

“O viandante, stai entrando in Arpino, Fondata da Saturno, Citta’ dei Volsci, Municipio dei Romani, patria di Marco Tullio Cicerone principe dell’eloquenza e di Caio Mario sette volte console. L’aquila trionfale, prese il volo da qui all’impero, sottomise a Roma tutto il mondo. Riconosci il suo prestigio, e vivi in salute.”

Partendo dalla Piazza Municipio, dove si erge la statua del famoso oratore romano, nato ad Arpino il 3 gennaio del 106 a.C., si può risalire fino all’acropoli, chiamata “Civitavecchia”. Qui possiamo osservare da vicino sia la torre medievale che le mura ciclopiche. Lo storico Tito Livio racconta di rocche ciclopiche volsce esistenti nella zona già quattro secoli prima della nascita di Gesù. 

ALATRI

Alatri è il cuore della Ciociaria e sorge alle pendici dei Monti Ernici, sul confine tra Lazio e Abruzzo. Anche ad Alatri troviamo la stessa pianta delle altre città saturnie. Nel punto più alto della città sorge l’acropoli, detta “Civita”. La cinta muraria, con un perimetro di oltre due chilometri e uno spessore massimo di circa dieci metri, circonda l’acropoli e svetta sulla vallata circostante. Ad Alacri l’astronomia torna ad essere chiamata in causa in quanto i vertici dell’acropoli 

replicano con buona approssimazione la già citata costellazione dei Gemelli. La città ha avuto fortune alterne durante i vari periodi storici ma è ricca di monumenti e chiese di notevole pregio. Una tra tutte, la Basilica di San Paolo, che sorge sull’antico tempio dedicato a Saturno ed oggi ospita una reliquia sacra: un’ostia trasformatasi miracolosamente in carne nel XIII secolo.

FERENTINO

Ph. Pietro Scerrato

Anche Ferentino si presenta come una città arroccata su di un colle, con un’acropoli e delle enormi mura ciclopiche. La differenza di questo piccolo centro sta nella conservazione dei suoi monumenti. Ancora oggi è possibile percorrere tutto il perimetro delle mura ed ammirare la bellezza di ben sei porte della città su nove, in perfetto stato di conservazione. Tra queste spiccano la porta pentagonale e la porta sanguinaria, probabilmente così chiamata per il transito sotto di essa dei condannati a morte. Un’altra piccola chicca è il Mercato Romano coperto, edificio risalente all’epoca sillana (I sec. c.C.) composto da un’aula lunga 24 metri in cui affacciano cinque botteghe coperte da volte a botte. Essendo perfettamente conservato, anche il mercato è tutt’oggi visitabile.

ANAGNI

L’ultima tappa di questo viaggio è Anagni, anche conosciuta come città dei Papi. Prima di diventare la città dei Papi però Anagni è stata a lungo la capitale degli Ernici. Risalgono a questo periodo infatti i famosi “Arcazzi”, ovvero archi di megaliti che dovevano sorreggere strutture davvero maestose che oggi possiamo solo immaginare. La storia di questa città però è indissolubilmente legata a quella della Chiesa. Qui infatti sono nati ben quattro papi. Il più famoso è Bonifacio Ottavo, protagonista dell’episodio passato alla storia come “lo schiaffo di Anagni”. Anche se sembra il titolo di una delle commedie teatrali di Plauto, in realtà è un episodio realmente accaduto. Papa Bonifacio VIII fu schiaffeggiato non tanto fisicamente quanto moralmente dal re di Francia Filippo IV detto “Il bello” che entrò ad Anagni con le sue truppe per occuparla in seguito alla scomunica del Papa. La vicenda è molto importante poiché dopo la morte di Bonifacio, avvenuta un mese dopo lo “schiaffo”, la Chiesa decise di trasferire la sede papale ad Avignone.

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