ABRUZZO INCONTAMINATO – ALLA SCOPERTA DELLA CONCA PELIGNA

Ci sono posti in Italia che meriterebbero l’oscar per la loro bellezza e invece a volte non sono affatto conosciuti o quasi. Tra questi, la Valle Peligna, meglio nota come Conca di Sulmona. Ho vissuto in questa meravigliosa terra per circa nove mesi e da allora conserva un posto speciale nel mio cuore.

Ma partiamo dall’inizio.

Dove si trova esattamente? La Valle Peligna è un altopiano dell’Abruzzo che comprende parte della provincia dell’Aquila e parte di quella di Pescara. Confina a nord con la Conca del Fucino e ad est con il massiccio della Maiella. Pensate che un tempo, più o meno 100 milioni di anni fa, durante l’era Mesozoica, la valle era in realtà sommersa dall’acqua e tutto il territorio faceva parte del fondale di un mare poco profondo. Successivamente il mare divenne un lago ed infine anche il lago si prosciugò.

Perché si chiama così? Questa è una bella domanda per una cacciatrice di storie. E so che la risposta sorprenderà anche voi! La valle prende il nome dall’antico popolo italico dei Peligni che vi abitavano. Stiamo parlando di un popolo più antico dei Romani e più antico degli etruschi! La città di Corfinium era la capitale di questo territorio, patria della Lega Italica, che nel 91 a.C. si scontrò con Roma.

Cosa fare? Aaaaaah adesso si che entriamo nel vivo della questione! Ci sono tantissime cose da fare e da vedere nella vallata, tra natura, castelli, storia, arte e cultura culinaria. Per questo, quello che ti propongo in questa mini guida, non è il classico tour di viaggio, ma una magica esperienza sensoriale made in Abruzzo!

1. Fai base a Sulmona

Il complesso della Santissima Annunziata

Sulmona è la città che ha dato i natali al grande poeta romano Ovidio. Secondo l’ autore de Le Metamorfosi, la città prende il suo nome da Solimo, uno dei compagni di Enea, di ritorno da Troia. Le tracce della Sulmona romana sono riemerse dagli scavi nel tempio di Ercole Curino, posto ai piedi del monte Morrone in cui, secondo un’antica leggenda, vi sarebbero i resti della villa di Ovidio.

Ecco i principali monumenti di interesse della città:

  • Complesso Santissima Annunziata
  • Chiesa di San Francesco della Scarpa (+ il relitto del secondo ingresso laterale)
  • Chiesa di Santa Maria della Tomba
  • Acquedotto Svevo in Piazza Garibaldi
  • Fontana del Vecchio (secondo la leggenda il Vecchio è Solimo)
  • Statua di Publio Ovidio Nasone in Piazza XX Settembre

La cosa davvero incantevole di Sulmona è che puoi girarla comodamente tutta a piedi. La sua pianta è ellittica e facendo il giro delle sue mura potrai ammirare le porte della città ancora perfettamente conservate.

Il mio consiglio è quello di alloggiare in questa città. Da qui potrai raggiungere tutte le altre tappe del tour in giornata. L’ Albergo Stella è il posto giusto dove puoi fare base. Comodo, centrale e con un oste super ospitale!

Se capiterete durante il periodo della Pasqua, potrete partecipare ai festeggiamenti della settimana santa della città. Ogni anno migliaia di turisti e fedeli si radunano in Piazza Garibaldi per assistere alla “Madonna che scappa in piazza”, un evento davvero eccezionale che rievoca l’incontro tra la Madre di Gesù e il Cristo risorto.

2. Visita il museo dei confetti Pelino

Vi siete mai chiesti da dove vengano i confetti? chi li ha inventati? Come si lavorano?Ebbene qui troverete tutte le risposte. Non potete perdervi il Museo dei Confetti di Sulmona che si trova all’interno della Fabbrica della Famiglia Pelino. Qui potrete scoprire la storia dei confetti, che si dice risalgano al XV secolo, fonti certe dimostrano che una piccola bottega artigianale sorgesse proprio in questo periodo presso il monastero di Santa Chiara e che addirittura le monache si cimentassero in questa arte.

Non solo! Potrete osservare la lavorazione dei confetti direttamente in fabbrica ed acquistare i caratteristici mazzi di fiori variopinti, oppure margherite o papaveri. Ogni confetto di ciascun mazzo può avere varie tipologie di gusto, dal cioccolato al caramello, dalla mela all’arancia.

3. Immergiti nel silenzio dell’eremo di Sant’Onofrio al Morrone

Appena fuori Sulmona, proprio sulle scoscese pendici del monte Morrone, sorge l’eremo di Sant’Onofrio. L’edificio religioso risale al XIII secolo e custodisce la memoria di Pietro da Morrone, il frate eremita che salì al soglio pontificio nel 1294 col nome di Celestino V e che, dopo soli 4 mesi rinunciò al papato per tornare nel suo eremo. Subito dopo il 1320, l’ordine dei Celestini intraprese una forte espansione sia in Italia che all’estero. Oggi purtroppo questo ordine non esiste più, tutti i monasteri sono stati soppressi nel 1810. Solo due monasteri femminili sono sopravvissuti: quello di San Basilio a l’Aquila e quello di San Ruggero a Barletta. 

Come arrivare? Da Sulmona si raggiunge la frazione Badia e poi il belvedere alle pendici del Morrone, dove sorgono un punto ristoro e un’area picnic. Da qui si può scegliere di salire all’eremo di S. Onofrio, oppure di scendere al sito archeologico del Santuario di Ercole Curino (dove si presume vivesse lo stesso Ovidio).

 Tempo di percorrenza del sentiero per famiglie: 20 minuti a piedi.

4. Organizza una visita in cantina

Quando si parla di Abruzzo, si parla di una delle cucine più tradizionali d’Italia. L’isolamento di questa zona di montagna ha reso l’arte culinaria di questo territorio autentica e indipendente. Assolutamente tutta da gustare!

Per un’esperienza sensoriale davvero unica, vi consiglio una visita in una delle numerose cantine presenti nella Valle, per assaggiare un buon Montepulciano d’Abruzzo, oppure un calice di Cerasuolo o di Trebbiano d’Abruzzo. C’è n’è per tutti i gusti!

Ecco alcune delle cantine della zona:

  • Azienda agricola Vallereale a Popoli
  • Azienda agricola Presidium a Prezza
  • Azienda agricola Cataldi Madonna a Ofena

Il mio consiglio è quello di godervi la visita, osservare la coltivazione e la lavorazione di questi vini e poi portarvi a casa anche qualche bottiglia! In questo modo potrete degustarveli quando e dove volete, magari accostandoci anche altre prelibatezze locali come le zolle di aglio rosso di Sulmona o qualche bruschetta con scamorza abruzzese. Aperitivo garantito al 100 %!

5. Visita il castello Caldora di Pacentro

Tra i borghi più caratteristici della Valle Peligna troviamo Pacentro. Per chi non lo sapesse, questo è il paese originario di casa Ciccone. Ebbene si, sto parlando proprio di Madonna gente!

Il Paese è situato alle porte della Valle Peligna ed il suo castello sembra appollaiato in alto per farne la guardia. Purtroppo non è possibile entrarvi ma fare un salto qui è d’obbligo. Non ve ne pentirete.

Tra le tradizioni locali spicca la “Corsa degli Zingari“, ovvero la gara podistica a piedi nudi che si tiene la prima domenica di settembre in onore della Madonna di Loreto. I giovani del paese salgono sulle pendici del Colle Ardinghi e al suono improvviso della campana della chiesetta dedicata alla Vergine si lanciano scalzi lungo il ripido e aspro sentiero che dal colle porta alla chiesa riportando non poche ferite. La corsa ha origini antichissime, la leggenda vuole che in questo modo il condottiero Giacomo Caldora scegliesse tra i popolani coloro che meritavano di far parte del suo esercito. 

6. Rilassati sulle rive del lago di Scanno

Metti una giornata di sole, una leggera brezzolina di montagna, un telo da mare e un lago a forma di cuore… e il gioco è fatto! Come ultima tappa di questo viaggio sensoriale made in Abruzzo vi consiglio una giornata al lago di Scanno. Parola d’ordine: RELAX.

Il lago è un lago montano, situato a 922 metri sul livello del mare e si trova a metà strada tra Villalago e Scanno. Nel 2012 è stato protagonista di una storia moooolto particolare. Alcuni sommozzatori si sono resi conto che, una volta immersi, non riuscivano più a trovare il nord per via delle loro bussole impazzite. Nello stesso anno si sono verificate altri strani fenomeni come delle onde anomale sul lago. Tutto ciò ha richiamato l’attenzione degli studiosi dell’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma che hanno scoperto la presenza di campi magnetici nella zona nord del fondo del lago.

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